Sant’Antonio Abate, Makar Sankranti e le feste di passaggio nella coscienza umana
Un sapere più antico delle religioni
Prima delle religioni organizzate, prima dei calendari ufficiali e delle teologie, l’essere umano ha vissuto in ascolto della luce. L’alternarsi di buio e chiarore non era un fatto astratto: era vita o morte, sopravvivenza o carestia, fiducia o paura.
Il proverbio contadino legato a Sant’Antonio Abate — «a Sant’Antonio, un passo di bue» — è un frammento di questo sapere arcaico. Non nasce con il cristianesimo: il cristianesimo lo accoglie, lo riveste di simboli propri, ma non lo crea. La sua radice è astronomica, agricola, esperienziale.
Ovunque sulla Terra, in epoche e culture lontanissime, l’umanità ha riconosciuto il momento in cui la luce smette di diminuire e comincia, lentamente, a tornare. Questo ritorno non è immediato né trionfale: è fragile, minimo, quasi invisibile. Ma proprio per questo sacro.
Makara Sankranti è una festività tradizionale dell’India legata al ciclo solare e ai cambiamenti stagionali. Si celebra quando il Sole entra nel segno zodiacale del Capricorno (Makara) e viene assunta come simbolo dell’inizio del suo movimento verso nord, l’Uttarayana. Questo momento è tradizionalmente associato all’allungarsi delle giornate e al progressivo ritorno della luce dopo l’inverno.
Dal punto di vista astronomico, l’Uttarayana dovrebbe coincidere con il solstizio d’inverno; tuttavia, a causa della precessione degli equinozi, oggi questo passaggio avviene circa venti giorni dopo.
Makara Sankranti e le feste europee post-solstiziali — Natale, Epifania, Sant’Antonio Abate e Carnevale — esprimono lo stesso archetipo universale: il ritorno della luce dopo il suo punto più basso.
Dopo il solstizio, la luce rinasce nel silenzio (Natale), inizia a manifestarsi (Epifania e Sant’Antonio Abate, 17 gennaio) e infine esplode in movimento ed energia vitale (Carnevale). Allo stesso modo, Makara Sankranti segna il momento in cui il Sole cambia direzione e l’energia torna gradualmente a espandersi.
Culture diverse, un’unica esperienza umana:
dal buio che custodisce, alla luce che cresce;
dalla quiete, al movimento;
dal seme invisibile, alla vita che emerge.
Questo mostra come, nonostante l’apparente distanza culturale e religiosa, l’esperienza umana sia profondamente condivisa in diverse parti del mondo. Tradizioni, miti e narrazioni — anche quando assumono forme simboliche o fantastiche — non nascono dal nulla, ma affondano le loro radici in un’esperienza concreta e universale. È dall’esperienza diretta che prendono forma le storie e le espressioni più semplici, ma autentiche, di una conoscenza esperienziale.
È interessante osservare come date e cicli stagionali simili diventino punti di riferimento comuni traculture differenti. In India, il periodo intorno al 16–17 dicembre è conosciuto come Dhanu Sankranti; nel mondo cristiano, un ruolo analogo è svolto dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia — “colei che fa vedere” — che tradizionalmente segnava l’inizio del tempo delle festività invernali.
Questo periodo coincide con il solstizio d’inverno, già celebrato nell’antica Roma con le feste dei Saturnali.
Ed per questo motivo che .tra il 14 e il 17 gennaio la nostra associazione organizza Surya Namaskara Sadhana e tutta una serie di pratiche rivolte a allineare la propria energia a quella del sole, della luce che aumenta di giorno in giorno
Sabato 17 Gennaio: Onorare la Luce
Un’intera giornata dedicata a Surya Namaskara Sadhana e alla rigenerazione profonda.
Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, segna tradizionalmente il momento in cui le giornate tornano visibilmente ad allungarsi: la luce inizia a prevalere sul buio. Questa ricorrenza si intreccia idealmente con la festività indiana del Makar Sankranti (15 gennaio), che celebra il movimento del Sole verso il Nord, verso il centro del cielo, simboleggiando la fine dell’inverno e il risveglio della coscienza.
In questo contesto di rinascita, ti invitiamo a una giornata di pratica intensa e meditativa per allinearci con la sorgente solare.
Il Programma della Giornata
Mattino: Surya Namaskara Sadhana
La mattinata sarà dedicata alla pratica del Saluto al Sole. La sequenza verrà eseguita in cicli di 27, 54 o 108 ripetizioni (secondo le possibilità di ciascuno), attraversando diversi livelli di profondità:
La pratica fisica e la fluidità del movimento.
La consapevolezza profonda del respiro e dei chakra.
La ripetizione mentale dei Mantra Solari.
Dopo il pranzo, la giornata proseguirà con pratiche come :
Yoga Nidra: Una pratica guidata di rilassamento profondo e meditazione.
Mantra Yoga e Meditazione: Inni rivolti al principio del Sole, fonte di luce e coscienza, e a Narayana, la forza che sostiene, protegge e armonizza l’esistenza.
I Benefici della Pratica
La Surya Namaskara Sadhana agisce su ogni livello del nostro essere:
Fisico: Migliora la circolazione, l’ossigenazione e rafforza muscoli e articolazioni senza forzature.
Energetico: Stimola il sistema digestivo e risveglia i centri vitali.
Mentale: Favorisce la concentrazione, la centratura e la stabilità emotiva.
Spirituale: Ci connette alla nostra sorgente di vita, trasformando la vitalità in consapevolezza.
A chi è rivolta
Questa giornata è dedicata a chi desidera allinearsi al ciclo della luce, incarnando dentro di sé i doni del Sole: salute, prosperità, intelligenza intuitiva e armonia.
”Una giornata per onorare la luce, dentro e fuori di noi.”
