Attività

Ritiro Yoga: ASANA e PRANAYAMA

Le asana nelle tradizioni dello Yoga – Introduzione al Pranayama

Ritiro intensivo sabato 18 e domenica 19 aprile 2026

presso Yoga Sadhana Ashram, Mte Ascensione

ROTELLA- ASCOLI PICENO – MARCHE

Un’immersione profonda nel mondo “vivere e conoscere lo yoga”

Esploreremo le asana attraverso le diverse tradizioni dello yoga, con un focus particolare sullo Yoga Satyananda, e verrà introdotto il Pranayama come sistema per espandere e armonizzare l’energia vitale.

L’evento è aperto a tutti: sia a chi si avvicina per la prima volta allo yoga, sia a praticanti più esperti.

È possibile partecipare all’intero programma o solo ad alcune sessioni, in presenza o online.

📞 Per informazioni ed iscrizioni: 393 483 6897

Asana : sono le posture e le posizioni fisiche utilizzate nello yoga per rafforzare, allungare ed equilibrare il corpo, originariamente concepite per prepararsi a lunghi periodi di meditazione.

Le asana in Hatha Yoga.

L’Hatha Yoga tradizionale include 84 asana, con un focus sul mantenimento della postura, che permette di unire il movimento alla corretta respirazione e alla meditazione.

Le asana nel Raja Yoga del Rishi Patanjali.

A differenza dell’Hatha Yoga moderno, Patanjali non descrive posture specifiche, ma intende l’asana come una postura seduta stabile necessaria per la meditazione profonda.

Le asana nelle tradizioni contemporanee.

Rappresentano una fusione tra le antiche tecniche yogiche indiane e le esigenze del mondo moderno, evolvendosi da pratiche prevalentemente meditative a discipline fisico-posturali.

Le asana nella tradizione Satyananda.

Le posizioni sono insegnate in modo sistematico, spesso precedute dai Pawanmuktasana e integrate con consapevolezza del respiro, mirando a uno stato di rilassamento profondo e consapevolezza interiore.

Le asana per lo sblocco dell’energia.

Le asana per lo sblocco energetico mirano a liberare il flusso di prana, rimuovendo rigidità fisiche ed emotive, specialmente lungo la colonna vertebrale.

Espandere l’energia con la manipolazione del respiro.

Il Pranayama, controllo e dell’estensione del respiro (prana = energia vitale, ayama = controllo/espansione). Attraverso tecniche armonizza corpo e mente, riduce lo stress, migliora la capacità respiratoria e prepara alla meditazione, agendo sul sistema nervoso e sui blocchi fisici/mentali.

Respirazione toracica e clavicolare.

La respirazione toracica e clavicolare nello yoga sono componenti della “respirazione completa”, usate per espandere la capacità polmonare.

Yoga Nidra.

E’ una potente tecnica di meditazione guidata che induce un rilassamento fisico, mentale ed emozionale profondo. A differenza delle meditazioni sedute, si pratica solitamente distesi e mira a portare la coscienza in uno stato limite tra la veglia e il sonno.

INTRODUZIONE ALL’HATHA YOGA sabato 21 e domenica 22 Marzo 2026

Nel corso di questo evento analizzeremo una delle branche cardini dello Yoga: l’Hatha Yoga. Inoltre verranno praticati gli SHATKARMA, le tecniche di purificazione dell’Hatha Yoga, le asana del gruppo per gli Organi Addominali e Apparato Digerente e la Respirazione Naturale e Diaframmatica.
L’evento si svolgerà c/o YOGA SADHANA ASHRAM, Mte Ascensione  – Rotella (AP) 
L’evento è aperto a tutti, sia a chi si avvicina per la prima volta allo Yoga sia a praticanti più esperti. 
Si può partecipare per l’intero programma o solo ad alcune parti, in presenza o online.Vi aspettiamo numerosi!
Confermare la partecipazione al numero: 3934836897🕉🙏☺️


Meditazione SWAN

(tempo di lettura 4,5 minuti)

Insieme alle normali pratiche di yoga, c’è un altro aspetto che necessita di essere sviluppato passo dopo passo.

Ciò avviene attraverso un processo meditativo chiamato SWAN, che ci aiuta a capire la nostra natura, ad accettarci così come siamo e a lavorare verso questo scopo.

Swan è un acronimo per Forze (Strenght), Debolezze (Weakness), Ambizioni (Ambition) e Bisogni (Need).

Swan in inglese significa “Cigno”.

Nello Yoga la simbologia legata al cigno (hamsa) è una tra le più importanti e conosciute (vedi : Param – hamsa, ecc); esso rappresenta la Realtà Suprema o Brahaman e il suo elegante volo simboleggia moksha, la liberazione dal ciclo vizioso dei samskara (o influenze archetipali).

Lo Swan è anche il veicolo nell’iconografia tradizionale di Saraswati – la dea della conoscenza delle arti creative, della saggezza e della bellezza contemporaneamente.

Il lago Manasarovar, (che si trova hai piedi di Kailash, la montagna sacra, dimora del Signore dello Yoga nella mitologia indiana), che si trova sull’Himalaya è visto come la dimora estiva dei cigni.

Il cigno può camminare sulla terra, nuotare e tuffarsi nell’acqua, volare nel cielo, mentre noi umani possiamo solo camminare.

Secondo i testi vedici è l’unico animale in grado di filtrare il latte dall’acqua, per questo viene preso come simbolo della discriminazione e del discernimento, per esempio tra una qualità ed un’altra o tra una cosa permanente ed una impermalente, tra un obbiettivo raggiungibile ed uno irraggiungibile.

Nella nostra tradizione occidentale il cigno rappresenta il raggiungimento della perfezione( la famosa fiaba del brutto anatroccolo).

La tecnica meditativa SWAN porta ad un’auto-osservazione e alla testimonianza delle nostre forze, debolezze, ambizioni e bisogni in modo concreto e oggettivo ed è soprattutto un lavoro di consapevolezza che possiamo usare per raggiungere le nostre ambizioni, obbiettivi o realizzare i nostri talenti o semplicemente per accettare il nostro modo di essere senza farci venire stress, tensioni o malattie!

Dalle parole di Swami Niranajananda:

La meditazione Swan (hamsa dhyana) aiuta lo sviluppo della consapevolezza dello stato del nostro essere, portandoci ad un processo di osservazione e consapevolezza dei profondi aspetti della vita e dell’ahamkara (ego). La reale natura dell’ego è presente in assoluta consapevolezza nelle azioni e nelle reazioni. È la realizzazione degli aspetti positivi dell’ego lo scopo e la meta della meditazione Swan.”

Le forze sono tutte quelle qualità, abilità, talenti e caratteristiche che ci supportano ed aiutano nell’evoluzione. Sono quegli aspetti della personalità che possono essere applicati positivamente e costruttivamente nella vita, quegli attributi positivi del nostro carattere che sono stati acquisiti attraverso i karma e che sono stampati nel tema natale, ad esempio il coraggio, la fede, ecc.

Le debolezze sono quelle carenze della nostra personalità, quegli attributi del carattere che ostacolano il progresso o la crescita, ad esempio l’apatia, la rabbia e la procrastinazione. Per la maggior parte del tempo siamo influenzati dalle nostre debolezze e cerchiamo di nasconderle, ma più ci focalizziamo su di esse più lasciamo che eclissino le nostre forze. Quando stilate i vostri aspetti Swan, fate in modo che le debolezze non superino in numero le forze. Questo vi renderà molto più positivi.

Le ambizioni sono ciò che vogliamo fare nella vita. Sono le forze direttrici dietro le nostre azioni: non possiamo ottenere niente senza ambizione. La forza dell’istinto di sopravvivenza dà origine alle ambizioni. Cerchiamo di essere tutto ciò che non siamo. L’ambizione può essere basata sulla paura, sul desiderio, sul potere o sul naturale amore per la vita.

I bisogni sono ciò di cui ognuno necessita. Il corpo ha bisogno di cibo ed acqua, di vestiti e di un riparo. Ci sono i bisogni mentali, il desiderio della soddisfazione, qualche scopo nella vita; mentre il bisogno dell’armonia e dell’equilibrio interiore con la natura, fanno parte dei bisogni spirituali. I bisogni possono essere divisi in fisici, mentali, emozionali, personali, sociali e spirituali.

Come si svolge un incontro di Meditazione SWAN?

Swan sadhana può essere fatto come una tecnica meditativa, un esercizio scritto, un programma di ritiro e come una pratica quotidiana.

Swan può essere il principale scopo di un ritiro intensivo.

Le sessioni possono intersecarsi con l’hatha yoga, mantra yoga, i kirtan ed il karma yoga.

Meditazioni come yoga nidra e antar mouna possono essere focalizzate sul principio Swan.

Potete iniziare sia con un esercizio scritto che con una meditazione Swan. Un fine settimana di ritiro può includere tre o cinque sessioni scritte e lo stesso numero di meditazioni sul principio Swan.

Perché praticare la Meditazione SWAN?

Uno dei problemi maggiori che incontra ogni essere umano è che non sa effettivamente cosa vuole, cosa cerca, cosa desidera, che direzione prendere, e quando gli sembra di saperlo in effetti è solo una conoscenza falsata dall’ambiente in cui vive, dalle abitudini che spesso sono negative.

In generale si può dire che il 99% dei “problemi” di ogni essere umano nascono dalla mancanza di consapevolezza di quali siano i nostri punti di forza, le nostre debolezze, le nostre ambizioni e i nostri reali bisogni.

Quante volte ci siamo detti o abbiamo sentito dire : “eh! si fa così, lo fanno tutti”, ma poi nel tempo ci siamo accorti che quella non era la vera necessità della nostra anima?

Molte volte abbiamo la sensazione più che di vivere di essere vissuti, perché pensiamo di essere il brutto anatroccolo, mentre la nostra vera natura è il risplendente SWAN!

Nosce te ipsum – “Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli Dei”
Con questa frase si può riassumere l’insegnamento di Socrate, l’esortazione a trovare la verità dentro di sé anziché nel mondo esterno, negli oggetti esterni, in ciò che appare.

Lo Yoga afferma che ogni essere individuale è come la goccia di un oceano, ad un livello è una singola goccia, ed è quello che sperimenta quotidianamente, con tutte le limitazioni di essere una semplice goccia, ma nello stesso tempo è l’oceano intero; secondo lo Yoga questo può essere sperimentato, non capito razionalmente, ma sperimentato.

Concludiamo con le parole di Sw Niranjanananda: “Infine, attraverso la pratica della meditazione Swan, si raggiunge uno stadio d’integrazione in cui i differenti livelli della personalità, istintivo, emozionale, mentale e psichico, son capaci di funzionare ed accordarsi armoniosamente.

Gli aspetti frammentati della personalità umana che intralciano e limitano il potenziale creativo vengono gradualmente unificati e rinforzati, creando molti più canali positivi di espressione.

In questo modo la pratica rivela una nuova visione di sé stessi e della propria vita, un’esperienza di unità eterna e di accettazione di sé che non è influenzabile dai cambiamenti e dalle influenze esterne.”